La comunicazione ai tempi delle emoji

Come le emoji stanno facendo evolvere il nostro modo di comunicare.

Le emoji ormai fanno parte in modo imprescindibile del nostro modo di comunicare virtualmente. In questo post cerco di raccontare come le emoji stanno facendo evolvere il nostro modo di comunicare.

Nascita delle Emoji

Facciamo un salto indietro per capire quando sono nate. Le prime emoji nascono nel 1999.  Letteralmente Emoji significa “parola immagine” o “pittogramma”. Infatti nelle intenzioni del suo creatore, Shigetaka Kurita [in foto, sopra], le faccine create ispirandosi ai manga, ai caratteri cinesi e ai segnali stradali, dovevano servire a comunicare pensieri ed emozioni in maniera immediata e neutrale, senza suscitare simpatia o antipatia come può invece accadere con le immagini.
Con il passare del tempo hanno acquisito sempre più significato, diventando una parte importante del linguaggio di comunicazione, una sorta di codice universalmente riconosciuto per comunicare senza usare le parole.

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Serie di emoji

A cosa servono?

Le emoji così come le conosciamo hanno iniziato a spopolare su social network e sistemi di messaggistica istantanea nel 2011. In questi anni si sono diffuse al punto da invadere la comunicazione online, tanto che oggi non possiamo quasi più pensare di farne a meno. Chi non ha mai usato le emoji? Chi non le ha mai scelte con cura all’interno di un discorso o utilizzate per sostituire parole o frasi intere? Che ci piaccia o meno le emoji fanno parte dell’automatismo di scrittura dei nostri smartphone.

La vera forza di queste icone consiste nella capacità di ridurre l’ambiguità di una frase scritta in chat dove non abbiamo la controparte visiva di fronte.

Mi spiego meglio; la comunicazione umana è costituita per la maggior parte da segni non verbali – gesti, sguardi, impostazione del tono della voce – che inevitabilmente nelle chat virtuali vengono persi o meglio, venivano persi prima dell’arrivo di emoticon ed emoji. Infatti, proprio grazie a questi semplici espedienti anche le chat possono diventare più umane ed emotive, così come i messaggi comunicativi e pubblicitari delle aziende.

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Face with steam from nose

Effettivamente, chi non è mai caduto nella trappola di cattive interpretazioni frutto della profonda ambiguità comunicativa di messaggi via chat? Con l’immensa possibilità di scelta delle emoticon ed emoji più appropriate oggi il pericolo di fraintendimento viene scongiurato ed il rischio di dibattiti e discussioni spiaveli viene pressoché annullato.

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Parola dell’anno 2015

Emoji come parole

La rilevanza odierna delle emoji nell’evoluzione della comunicazione virtuale è innegabile, a tal punto che nel 2015 l’Oxford Dictionary ha scelto come parola dell’anno proprio una di queste: “The face with tears of joy”. Questo ci fa ragionare soprattutto sul fatto che una emoji sia stata considerata al pari di una parola. E se è così, significa che il linguaggio è davvero cambiato, così come è cambiato il nostro modo di comunicare: attraverso le emoji, è sicuramente meno mediato da parole e più da simboli, il che potrebbe sembrare un’involuzione. E forse lo è, ma ciò è più interessante è l’evoluzione nel modo di comunicare.

Questo articolo è stato scritto daLeopoldo RodriguezProduct designer con la passione per la Comunicazione. Fuori dall'ufficio è tutto tennis, viaggi, film e libri a più non posso. Potrei dilungarmi ma sto finendo i caratteri a disposiz
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