Famiglia che scatta un selfie

Generazione X, Y e Z, chi sono e come comunicare con loro

Diventa ogni giorno più difficile comunicare: per questo è fondamentale capire a chi ci rivolgiamo e come raggiungerli efficacemente.

La comunicazione non è casuale. Comunicare presuppone che dall’altra parte ci sia un pubblico che ascolta e oggi essere ascoltati diventa sempre più difficile. Ci troviamo in un momento particolare della storia; l’evoluzione tecnologica e l’introduzione e lo sviluppo continuo dei social hanno completamente rivoluzionato il mondo della comunicazione. Tre sono le principali generazioni a cui ci rivolgiamo e ognuna ha un modo completamente diverso di ascoltare.

Generazione x

Chi sono: La generazione X comprende coloro nati tra il 1961 e il 1980. Oggi è il segmento più numeroso dell’attuale popolazione italiana e conta poco più di 14,3 milioni di persone. L’espressione “X” è ripresa dal famoso Romanzo “Generazione x” di Douglas Coupland che nel 1991 ha dato un’identità ben definita a questa generazione, una generazione schiacciata tra il sogno americano e la tragedia delle torri gemelle.

Background: questa è la generazione che ha assistito alla caduta del muro di Berlino e alla fine della guerra fredda. Da bambini hanno visto passare la legge sul divorzio, si sono abituati a stare da soli perché la mamma iniziava a lavorare e per questo sono diventati autonomi prima ed hanno imparato a diffidare. È una generazione un pò indefinita, che nasce tra le certezze e le sicurezze della precedente e la totale precarietà della successiva. Rispetto ai Baby Boomers, sono più aperti alle differenze. Hanno vissuto l’evoluzione della tecnologia e il passaggio da dispositivi pesanti e fissi a quelli personali e trasportabili. Inoltre hanno visto la trasformazione di una comunicazione puramente informativa ad una di intrattenimento (sale giochi e cartoni animati). I tratti distintivi che la contraddistinguono sono la produttività, l’intraprendenza, il cinismo e l’apatia.

Comportamento: con loro, la comunicazione è diventata più veloce e istantanea. Hanno fin da subito apprezzato l’aumento dell’efficienza dovuto alla tecnologia e per questo sono aperti alle novità. Utilizzano internet tutti i giorni e lo usano soprattutto per ricercare informazioni utili e sconti. Sono dei fruitori consapevoli: prima di un qualsiasi acquisto si informano e cercano recensioni di precedenti consumatori. In un brand ricercano la qualità e il giusto rapporto qualità/prezzo. È la generazione più social di tutti: da una ricerca condotta da Nielsen sono coloro che passano più tempo su Facebook, 7 ore a settimana, (un’ora in più rispetto ai Millennials). Oltre a Facebook, sono presenti su Twitter e in minoranza su Instagram; tuttavia, rimangono restii a sperimentare formati nuovi quali Snapchat.

Come comunicare con loro: Per poter comunicare con loro è fondamentale mirare a creare un rapporto di fiducia basato sulle informazioni, sulla garanzia di qualità e sulla reputazione; infatti fanno molto affidamento sul passaparola.  Per raggiungerli i mezzi più efficaci sono le mail, sms ma anche tv e internet.

Generazione Y

Chi sono: La generazione Y, chiamata Millennials, comprende tutti coloro nati tra il 1981 e il 1995. In Italia sono circa 11,2 milioni di persone.

Background: questa è la generazione dell’attentato dell’11 settembre, della nascita dei reality show e dello sviluppo dei social media. La generazione Y è nata con la tecnologia digitale ed è la prima a conoscere spontaneamente i codici della comunicazione digitale. I Millennials sono anche la generazione delle precarietà, infatti sono i primi ad affrontare la crisi economica del 2007, che vede un tasso di disoccupazione molto elevato e anche l’età di uscita dal nucleo familiare più alto. I tratti distintivi che la contraddistinguono sono l’esaltazione dell’io, alimentata fortemente dai social network, la ricettività e l’essere viziati. Sono persone molto collaborative, esigenti e ambiziose che vogliono avere sempre la possibilità di scegliere (da qui nascono le Tv streaming e le piattaforme come Spotify). Sono molto aperti al nuovo e al differente; sono infatti la prima generazione veramente globale nonostante hanno una passione per il locale.

Comportamento:  questa generazione fa un uso massiccio di internet; in Italia rappresentano il 76% della popolazione online. Utilizzano internet soprattutto per risolvere esigenze quotidiane, per intrattenersi e tenersi informati. Apprezzano un umorismo irriverente, l’istantaneità e la dinamicità. Sono multitasking, guardano la televisione mentre scorrono tra i post di Facebook, Instagram o chattano su WhatsApp.  Nonostante internet abbia ampliato fortemente la possibilità di scelta tra i brand, la generazione Y è una delle più fedeli. Infatti in un brand non ricercano solo la qualità ma un vero e proprio dialogo. Interagiscono continuamente sui social e fanno attenzione ai valori dietro l’azienda. Una ricerca su Elite Daily dimostra che “più che il contenuto è importante l’autenticità del contenuto: prima di tutto viene la fiducia nei confronti del brand”. Una volta creato questo rapporto rimangono fedeli al brand.

Come comunicare con loro: Per comunicare efficacemente con questa generazione bisogna mirare a creare un dialogo, in cui la persona non è un consumatore passivo, ma attivo, e quindi interagisce con il brand. Le aziende devono parlare la loro lingua, ricca di GIF ed emoji oltre che a dimostrare di essere al passo con i tempi. Fondamentale è la brevità e la concisione del messaggio; una comunicazione visiva insieme ad una testuale e di impatto è la più efficace. Autenticità, emozione e divertimento sono ciò che li cattura. La comunicazione tradizionale ha poco effetto su di loro: lo Story Telling e l’Unconventional Marketing sono strategie molto apprezzate da questo target.

Generazione Z

Chi sono: la generazione Z comprende coloro nati tra il 1996 e il 2010. Sono la generazione del futuro.

Background: questa è la generazione dei nativi digitali, la prima generazione mobile-first molto attenta alla personalizzazione e alla rilevanza. Se la generazione X cercava informazione e qualità e la generazione Y connessione valoriale con il brand, la generazione Z ha aspettative molto più elevate. Sono ormai abituati agli innumerevoli messaggi commerciali; hanno infatti sviluppato un’abilità nel compiere velocemente una valutazione sull’utilità del contenuto. Si è stimato che il tempo di attenzione di questa generazione è pari a 8 sec. Gli elementi che caratterizzano questa generazione sono la propensione ad avere uno sguardo verso il futuro, l’impazienza e un modo di comunicare schietto e diretto.

Comportamento: Sono sempre connessi e utilizzano in media 5 dispositivi. Preferiscono una comunicazione rapida e visiva, motivo per cui i Social stanno diventando sempre più per immagini. Data la loro breve soglia di attenzione, anche i video sono notevolmente ridotti: le formule più apprezzate sono i vines di 7 secondi o comunque contenuti non superiori ai 60 sec (che iniziano dal primo secondo). Sono presenti su tutti i social e si stufano spesso; sono molto propensi all’utilizzo degli ultimi social quali Musically o Snapchat. Non sono consumatori fedeli, anzi, cambiano spesso brand e lasciano costantemente recensioni e feedback nei diversi social. Diverse ricerche dimostrano che l’85% della generazione Z scopre nuovi prodotti tramite social e prima di compiere un acquisto (tipicamente fisico perché la maggior parte non possiede una carta) cercano recensioni e video per ottenere informazioni aggiuntive da influencer o blogger nei quali ripongono grande fiducia. Sono alla ricerca di servizi che riducano il più possibile il tempo di attesa.

Come comunicare con loro: per poter catturare la loro attenzione e quindi comunicare efficacemente con loro, i brand devono mirare ad una comunicazione di impatto che sia visiva e rapida. Devono utilizzare un linguaggio semplice (parole brevi), schietto e diretto che allo stesso tempo informi ma intrattenga. Il luogo migliore dove intercettarli sono i social e in particolare Instagram.

Questo articolo è stato scritto daMarta CiacciniLaureata in Business Administration e con un master in Marketing, Comunicazione e Digital Strategy sono alla ricerca di un collegamento tra creatività e logica perché come diceva Calvino “La fantasia è come la marmellata, bisogna che sia spalmata su una solida fetta di pane.“
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