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La Casa di Carta è il grande bluff di Netflix

Ed ecco perché La Casa di Carta è la serie tv, non in lingua inglese, più vista nella storia di Netflix.

Quando ho finito di vedere La Casa di Carta, o come amo chiamarla io, La Casa de Papel, nel suo titolo originale, ho pensato: “ma che figata è!”. L’ho consigliata a tutti, amici, zii, cugini di secondo grado che non sentivo più o meno dalla fine di Dawson’s Creek. Poi, per un attimo, ho fermato il flusso di entusiasmo e mi sono chiesta se fosse davvero un capolavoro o semplicemente una serie ben fatta ma come potrebbe esserlo il nostro Commissario Montalbano.

Provo a snocciolare le ragioni per cui la ritengo un capolavoro ma anche un po’ una ‘fuffata’ (vorrei che l’Accademia della Crusca valutasse questo mio neologismo). La serie tv spagnola ideata da Álex Pina è stata trasmessa originariamente da Antena 3, è la prima stazione televisiva privata spagnola e vanta (si fa per dire) tra le sue autoproduzioni Paso Adelante e Il segreto, oltre che Tale e quale show. Volendo fare un paragone, è l’equivalente di Italia 1.

Successivamente La casa de papel è stata acquistata da Netflix ed è diventata un vero e proprio successo, merito soprattutto del passaparola che si è generato intorno alla serie, anche lo scorso aprile la piattaforma ha raggiunto i 125 milioni di utenti abbonati in tutto il mondo.

Perché La casa di carta piace così tanto?

Alzi la mano chi non si è identificato con almeno uno dei sequestratori di Papel. Questo è uno dei punti di forza della serie con il Professore che medita di fare il colpo del secolo alla Zecca dello Stato. In breve: il Prof. seleziona otto persone che non hanno davvero nulla da perdere, gli assegna dei nomi di città, li costringe a non innamorarsi tra loro (tsè!) e mette su il piano perfetto per fabbricare soldi e scappare tutti quanti con il bottino. Ovviamente, qualcosa va storto.

Ma, più va avanti la narrazione, e più si fa il tifo per i cattivi con la maschera di Dalì. Questo perché non vogliono fare del male a nessuno, vogliono “rubare ai ricchi per dare ai poveri, sono di base sfortunati nella vita. L’unica, tra le istituzioni, a farci davvero simpatia è l’ispettore Raquel Murillo che, senza saperlo, si innamorerà della mente del colpaccio a cui è chiamata a lavorare.

La continua tensione, i continui colpi di scena e i continui flashback rendono la sceneggiatura accattivante. è difficile staccare gli occhi dallo schermo ed essere affetti da binge watching è il minimo che possa succedere. Lo ammetto, sono tra quelle che la sera non usciva per vedersi La casa di Papel e sfoggiare l’accento spagnolo al primo colpo.

Perché La casa di carta è un bluff?

Ora, parliamoci chiaro, ci sono dei punti della storia che proprio non filano per niente. Il picco è quando Tokyo, dopo essere stata consegnata alle guardie da Berlino, il capo all’interno della Zecca dello Stato, riesce a rientrare in sella ad una motocicletta con un salto che Valentino Rossi, scansati proprio.

Tra l’altro, prima regola: non innamorarsi tra i rapinatori. Manco a dirlo sempre Tokyo si innamora di Rio. Il Professore addirittura dell’ispettore con cui negozia. Il direttore della Zecca mette incinta la sua segretaria, nonostante sia sposato con figli. E la segretaria si innamora di Denver, che qualche attimo prima gli ha sparato ad una gamba. Nel frattempo, mentre i nostri spavaldi rapinatori sono intenti a litigare tra loro non si sa bene chi controlli i 60 ostaggi.

Quello che non sopporto degli spagnoli è che infilano la telenovela in ogni cosa. Ma vi pare normale che il Professore va a casa della futura suocera per ucciderla e, mentre è lì lì ad un passo per farla fuori, si accorge che la donna ha memoria a breve termine quindi non si ricorderà mai del messaggio lasciato da Anguel alla figlia Raquel.

Tirando le somme, mi sono fatta chiuse per La casa di carta che neanche quando andavo all’Università. Ho iniziato a parlare in spagnolo. Ho iniziato a sognare che milioni di euro volassero per la città. Ad essere onesta, ben poco importa se la storia a tratti sembra più Il segreto che una serie tv per Netflix, quello che conta è che alla fine non rispondi neanche ai messaggi su Whatsapp pur di non interrompere la visione. A me è successo. Cari spagnoli, vi perdono anche i colpi di telenovela che vi piacciono tanto. Aspetto con ansia la prossima stagione!

Questo articolo è stato scritto daSilvia TassoneI miei genitori mi hanno regalato una macchina da scrivere quando ancora ero troppo piccola per usare la penna. Da allora il mio destino è stato segnato. Quando non spingo tasti, leggo, viaggio e guardo serie tv. Per il resto scrivo.
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